Pappagalli da allevamento

 

Per Pappagalli d’ Allevamento si intendono quelli non Allevati allo Stecco , che devono vivere in coppia e non essere tenuti come pet, e che inoltre nella loro vita potrebbero avere la possibilità di riprodursi.

Ancor prima di scegliere la specie che desideriamo allevare bisogna stabilire lo spazio e il luogo dove si potranno tenere gli animali.

Molte volte leggo (anche per altri animali) di esperti che stabiliscono per ogni specie le dimensioni delle gabbie, sbagliato! Non esiste la grandezza giusta, ricordiamoci che gli animali non nascono per vivere in gabbia, sta solo a noi decidere in base allo spazio a disposizione,la spesa che abbiamo messo in preventivo,ma soprattutto al nostro buon cuore decidere la casa per i nostri animali. Quindi se me lo chiedete  vi risponderò più è grande e meglio è. Ho sottolineato casa per rafforzare il fatto che la loro vita dovrebbe passare in un luogo il più ospitale possibile, no in gabbie lager.

Il secondo passo è dove,dentro o fuori casa? FUORI!!! Ho allevato pappagalli a più di 1000m di altitudine, d’inverno e anche in primavera i pappagalli giocavano con la neve!,i migliori allevamenti si trovano in Svizzera, Canada, Germania non proprio paesi caldi. Il fatto che i pappagalli in natura vivano in paesi tropicali non significa che anche quelli nati in cattività debbano vivere al caldo.

I pappagalli come gli uccelli nostrani si abituano a i  climi più rigidi, la temperatura può scendere anche sotto lo 0 , l’importante che non siano esposti a vento e che siano animali sani e ben alimentati.

Molte volte mi sono sentito dire “mi hanno detto che i pappagalli non devono prendere freddo e vento altrimenti muoiono ”. Una volta, forse. Infatti dovete pensare che fino a non molti anni fa la maggior parte dei pappagalli arrivavano dai paesi tropicali , a volte malati o deperiti, oltretutto, alimentati scorrettamente,non erano in grado di sopportare anche lo stress termico,ed ecco il motivo che spiega la scarsa robustezza al freddo.

Un pappagallo sano alimentato correttamente gioirà stando all’aperto, dove non dovrà subire gli stress casalinghi come luce artificiale,riscaldamenti,poca umidità,odori di cucine e pentole al teflon. In oltre i pappagalli amano svegliarsi all’alba e dormire al tramonto,cosa poco probabile in una casa. Ricordatevi che gli animali a differenza dell’uomo non possono coprirsi e scoprirsi a seconda delle temperature,ma formano a seconda dei periodi una pelliccia o un piumino tale da regolare la temperatura corporea. Quindi sopporteranno molto meglio di noi caldo e freddo. Guai a fare dentro e fuori,questi cambiamenti in natura non esistono e non faranno altro che stressarli.

 I pappagalli devono poter fare il bagno,per i più amanti basterà fornire una ciotola per i meno propensi potrete usare dei vaporizzatori,sarebbe bene aggiungere nell’acqua dei Sali da bagno.  

Un consiglio per gli accessori delle gabbie: i posatoi dovrebbero essere in legno possibilmente in faggio molto resistenti,e comunque “rosicchiabili”,infatti legni da rosicchiare sono molto importanti,potete mettere rami di forma irregolare o posatoi di diametri diversi in modo da esercitare e abituare la presa delle zampe in modo corretto. Nella gabbia mettete dei rami anche freschi es. rami di salice,facendo attenzione a quelli potenzialmente tossici. Di seguito troverete la lista delle piante potenzialmente tossiche. Per i beverini potete usare il classico o una ciotola,calcolando che molti pappagalli usano ammollare il cibo, e comunque se  avete  molte gabbie, vi consiglio di usare i beverini per roditori molto più igenici,che potrete lavare come per il resto della gabbia con dell’aceto o prodotti specifici per la pulizia delle gabbie e accessori per animali. Come fondo gabbia non usate giornali ma sabbia per uccelli preferendo e valutando le più specifiche, guai ad usare quelle per gatti,assolutamente pericolose per gli uccelli.

Altro punto fondamentale è l’alimentazione

Fino a pochi anni fa trovare e sapere cosa dovessero mangiare  era veramente difficile fortunatamente oggi i tempi sono cambiati(almeno per questo),ricordo come per cani gatti e addirittura i pesci l’alimentazione è stata sempre attenta. Per i pesci tropicali esistevano centinaia di mangimi,attenti alle piccolissime differenze ,e per i pappagalli? Il classico misto semi ,e se si parlava di pappagalli di grande taglia il girasole copriva il 90% della dieta. Quando qualcuno mi diceva(oggi più raro) “ho un’Amazzonia e mangia questo da 20 anni!? E sta bene?!” a parte il fatto che un Amazzonia  può vivere quanto un persona, ma anche se dovesse vivere qualche altro anno ci arriverebbe con un fegato spappolato!

Una persona che mangia solo panini al fast food potrebbe non morire per questo, ma certo un’analisi se la dovrebbe fare.

Detto questo vediamo di cosa ha bisogno un pappagallo:proteine, grassi,vitamine aminoacidi e sali minerali.

Vi consiglio di prendere un misto semi di alta qualità specifico per ogni specie e ricordare che i semi devono essere il meno grassi possibile dall’5% al 16%, aumentando la quantità di grassi durante la riproduzione e nella stagione fredda,proteine dal 13% al 19% importante una quantità maggiore durante la riproduzione. Le vitamine praticamente assenti nei semi secchi le possiamo dare con la frutta e la verdura, ma soprattutto con polivitaminici  sia in polvere che liquidi da somministrare tutto l’anno 1-2 gg a settimana  aumentando le quantità durante la muta e la riproduzione. Non esitate a somministrare vitamine,infatti i pappagalli ne hanno un  bisogno elevato e in cattività il problema più frequente è l’Avitaminosi, non ho mai sentito di un’Ipervitaminosi,frequente invece in alcuni rettili molto sensibili ad un eccesso di vitamina A.

Sarebbe importante somministrare semi germinati,infatti i semi secchi una volta germinati si trasformano perdendo grassi e arricchendosi di vitamine. Molte persone hanno paura di questo alimento perché pensano che i semi messi a bagno possano essere attaccati da muffe e funghi o fermentazioni,e allora preferiscono dare in alternativa semi bolliti. Personalmente consiglio i semi germinati che conservano tutte le proprietà naturali molte delle quali spariscono con la cottura,oltretutto non è vera la paura nei semi germinati in quanto la preparazione non consente l’attacco di muffe e funghi.

Per avere dei semi germinati basta lasciarli da 2 a 3 ore in acqua,d’inverno anche una nottata,la temperatura influisce sul processo germinativo . Non serve che ai semi esca il germoglio,usate semi germinabili,sciaquateli prima di metterli in acqua e prima di scolarli questo sarà l’alimento migliore che potreste dare ai vostri animali.

Altra cosa importante sono i sali minerali che sarebbe bene non somministrarli nel cibo o nell’acqua a meno che si abbia una capacità tale da saper dosarli in modo giusto,cosa molto difficile anche per i più esperti, ma lasciare a disposizione dei blocchetti di Sali minerali ricchi di iodio,infatti i pappagalli sanno regolarsi e decidere quando e quanti Sali assumere per soddisfare il proprio bisogno. Molti pappagalli quasi non mangiano il blocchetto di Sali per poi divorarlo durante il periodo riproduttivo.

 Frutta e verdura dovrebbero  essere sempre a disposizione, senza cercare i frutti più strani e particolari prediligete i frutti di stagione,sappiate che molti pappagalli sono diffidenti verso le novità e un frutto nuovo potrebbe non essere gradito e neanche assaggiato solo per diffidenza. Potete scegliere qualsiasi tipo di frutta e verdura escludendo l’Avocado acerbo che si dice possa essere tossico la cui notizia da me mai approfondita visto la rarità e particolarità del frutto, e il prezzemolo su cui esistono pareri discordanti per il quale credo possa incidere la quantità e che io nell’incertezza non somministro.

Vi consiglio di insistere,prediligendo frutta e verdura semplici e quasi sempre ben accetti come la mela, la lattuga, quest’ultima da alcuni sconsigliata perché a loro dire causa di diarrea,stupidaggine!

A parte il fatto che somministrando qualsiasi frutta o verdura aumenterà la parte liquida nelle deiezioni,infatti i pappagalli facendo i bisogni sia liquidi che solidi insieme, dalla cloaca, nel caso in cui mangino cibi ricchi di acqua aumenteranno i liquidi nelle deiezioni, ma paragonando i pappagalli all’uomo potremmo dire questo, se i fichi o le prugne sono lassative non vuol dire che non bisogna mangiarle.

Un altro alimento complementare potrebbe essere il pastoncino, inutile ricordarvi di scegliere sempre alimenti della qualità migliore,diffidando da quelli in cui, per esempio nei pastoncini, con diciture “con frutta e verdura”,da i profumi caramellati e colori artificiali. È sufficiente un pastone normale, preferibilmente secco,magari per alcuni tipi di pappagalli con della frutta secca.

Molti somministrano grit, me compreso, ma esistono pareri discordanti in merito,io somministro un grit con del carbone che i pappagalli usano a loro piacimento. Per alcuni uccelli tipo Canarini, Diamanti di Gould, il carbon grit è fondamentale, senza non vivono molto bene,addirittura in alcuni casi basterebbe somministrare ad un canarino in non in perfetta salute del carbon grit per vederlo migliorare in brevissimo tempo.

Spighe di panico, stic e snack vari non sono da escludere ma non sono alimenti fondamentali,ma per lo più servono a variare e rendere più interessante un cibo.

In ultimo vi potrei consigliare un alimentazione a base di estrusi molto valida in tutti quei casi in cui preparare una dieta varia possa rimanere difficile. Io stesso per alcuni pappagalli la uso da molti anni con enormi benefici in ordine di tempo. Infatti queste crocchette non sono altro che semi cotti a vapore integrati di tutto ciò di cui i pappagalli hanno bisogno con un giusto rapporto di grassi e proteine. Questo tipo di alimentazione è molto valida per animali di grande taglia, per i quali non esiste una grande scelta per i semi,  e che in un misto ne scartano alcuni,  prediligendone uno o pochi tipi, esempio il girasole che in grandi quantità può causare seri problemi. Oggi sento delle persone che consapevoli di questo pensano al seme di girasole come ad un veleno, ma è sbagliato,è un alimento importante e valido,deve solo essere somministrato in giuste quantità.

 

Pappagalli pet

Tutto quello che abbiamo detto per i pappagalli da riproduzione può essere usato per i pet,ma valutando alcune differenze.

Per primo diciamo che un pappagallo pet nasce per essere il nostro animale da compagnia, e che un pappagallo da compagnia ha un assoluto bisogno di vivere il più possibile con l’uomo,ecco perché escludo quasi del tutto il fatto che possa vivere fuori di casa o all’aperto.

Il posto migliore è quello dove viviamo più di frequente, con la possibilità di poterlo o poterci spostare in momenti di riposo se il nostro amico in quel momento è in piena “performance canora”o se sia per lui che per noi è ora di dormire.

Molte persone tengono i pappagalli in cucina, non è un posto da escludere ma bisognerà fare attenzione ai fornelli e soprattutto alle pentole antiaderenti (teflon)che in alcuni casi sprigionano un gas mortale per i pennuti. Inutile ricordarvi che se possibile andrebbero tenuti in stanze senza riscaldamento e comunque lontani dai termosifoni e cercando di tenere una buona umidità.

Attenzione ai pericoli, dicevamo per la cucina ma anche nelle altre stanze, fate attenzione ai ventilatori,ai fili elettrici alle tazze dei water aperte ma soprattutto alle finestre aperte!! Mettete se possibile delle zanzariere. Attenzione alle piante d’appartamento la maggior parte sono tossiche o velenose es. la diefenbachia molto comune ma dalle foglie tossiche. La  gabbia non è importante che sia molto grande,infatti ,diversamente dai pappagalli da riproduzione, i pappagalli pet hanno e devono stare molto fuori dalla gabbia. Nella gabbia dovranno esserci dei giochi preferibilmente in legno,che a rotazione cambieremo. Dovremo fare in modo che un pappagallo pet non si possa mai annoiare.  Sconsiglio di mettere degli anelli con catene alle zampe dei papagalli,infatti un pappagallo pet mal sopporterà questa dolorosa costrizione,con il rischio di farsi male .  A riguardo consiglio di spuntare periodicamente le estremità delle remiganti (piume) delle ali,pratica non dolorosa , (è come per noi tagliare i capelli) ma che va fatta in modo corretto, magari da mani esperte, in modo tale che i pappagalli riescano comunque a volare senza avere però la possibilità, se accidentalmente scordassimo le finestre aperte,di allontanarsi da casa e perdersi, con enorme angoscia per noi ma soprattutto per il pappagallo.

Per quanto riguarda l’alimentazione potremmo rispettare i consigli per i pappagalli da riproduzione,con delle differenze. L’alimentazione deve essere meno grassa e proteica possibile,in quanto sia le condizioni climatiche per i grassi, e le proteine per la riproduzione, qui non interessano,troppe proteine ecciterebbero gli animali facendoli diventare più aggressivi e rumorosi con stress da parte loro e nostra.  In oltre proprio per lo stretto contatto con noi, per alcuni motivi oltre a quelli affettivi, è più facile “viziare” i nostri animali con risultati non sempre giusti, infatti i pappagalli non sanno scegliere cosa sia più salutare avendo a disposizione  una dieta varia,scartando cibi meno appetitosi e scegliendo i più succulenti. È in questi casi che non dovete mettere a disposizione più alimenti,ma somministrarli in tempi e modi diversi. Io personalmente consiglio di alimentare i Pet  con gli estrusi, classici e non colorati, dove grazie alla forma non esiste un problema di scelta e scarti. Potremo somministrare semi come premio o piccole quantità una volta al giorno es. un cucchiaino per un’Amazzonia, oltre a frutta, verdura,e altro.

Alcune persone non danno crocchette(estrusi) perchè dicono che i pappagalli non si divertono, visto la semplicità dell’alimento,mentre con i semi si divertono. A parte il fatto che i pappagalli non dovrebbero divertirsi mangiando,o non solo,ma divertirsi con giochi preferibilmente "distruttibili", e gioire della nostra compagnia.

Un pappagallo pet ha bisogno di essere seguito, capito, ma soprattutto educato, ma questo verrà trattato in un altro capitolo.

 

 

Piante potenzialmente tossiche:

Aconitum                                                                             

Agrifoglio                                                                                

Amarillo

Arisaema triphyllum

Avocado

Azalea

Caladium

Calla (zantedeschia aethipioca)

Ciliegio

Clematide

Colocasia

Daphne

Datura

Delphinium

Dieffenbachia

Eprimemnum  aureum

Euphorbia

Edera

Ficus Beniamina

Filodendro

Giacinto

Ginepro

Glicine

Ippocastano

Iris

Ligustro

Lobelia

Marijuana cannabissativa

Mughetto

Narciso

Noce

Oleandro

Ortensia

Ornithogalum

Digitalis

Panthenocissus qinquefolia

Patata (parti verdi e germogli)

Phytolacca

Poinsettia

Quercia

Rabarbaro

Ranuncolo

Rhamnus

Ricino

Robinia  pseudoacacia

Rododendro

Solanum

Symlocarpus

Tabacco (nicotina)

Tasso

Vischio

 

 

 Particolarmente pericolose le piante appartenenti alla famiglia dei Prunus: Albicocco, Ciliegio, Pesco, e Prugna. Il legno contiene glicosidi cianogenetici, che se ingeriti si convertono in cianuro!